Electro Graphics ha rilasciato la nuovissima Serie 2027 dei software per progettazione elettrica e fotovoltaica. Qui presentiamo le maggiori novità e potenziamenti introdotti nell'area Calcolo reti elettriche, software linea Ampère ed EGlink.
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La linea Ampère 2027 garantisce prestazioni potenziate per progetti sempre più complessi.
L'evoluzione costante del software, culminata con Ampère Evolution e i modelli dedicati al load flow, ha portato a un incremento significativo delle funzionalità e delle verifiche disponibili. Parallelamente, sono cresciute esponenzialmente le dimensioni delle reti elettriche, basti pensare alle magliature nei progetti di centrali fotovoltaiche da decine di megawatt.
Per far fronte a queste sfide e garantire un'esperienza utente sempre più fluida, l'aggiornamento del software si è focalizzato sull'ottimizzazione delle prestazioni:
• Sfruttamento ottimale delle risorse hardware: la linea 2027 è stata progettata per massimizzare l'utilizzo dei processori multi-core, consentendo di eseguire calcoli complessi in parallelo e ridurre drasticamente i tempi di elaborazione.
• Algoritmi di ultima generazione: sono stati implementati algoritmi con complessità computazionale O(nlogn), garantendo prestazioni eccellenti anche per reti elettriche di grandi dimensioni.
• Ottimizzazione mirata: gli algoritmi interni di Ampère sono stati ottimizzati per diverse tipologie di reti, con particolare attenzione al calcolo dei guasti, delle cadute di tensione e del load flow.
Grazie a queste innovazioni, una nuova impostazione disponibile nelle preferenze di gestione della CPU nel calcolo (Multi Thread) offre un significativo miglioramento delle prestazioni per un ampio spettro di applicazioni.
Modifica e naviga
La finestra di Modifica dati utenza presenta comandi Vai utenza a monte, Vai utenza a valle, Vai utenza a sinistra e Vai utenza a destra. Essi sono posizionati in basso, rappresentati da 4 frecce nere, abilitate se è ammesso lo spostamento verso tale direzione.
Permettono di navigare la rete direttamente dalla finestra, eseguendo la sequenza dei seguenti comandi:
• salva dati utenza corrente (comando OK);
• spostati nella utenza immediatamente adiacente selezionata (monte, valle, sinistra, destra);
• carica i dati della nuova utenza e apri la finestra nella scheda precedente.
La funzionalità consente operazioni che stanno a metà strada tra le modifiche singole e multiple, permettendo di non uscire dalla finestra di editazione durante fasi di modifica/consultazione multipla di utenze.
Comando Annulla e UnDo
Se si esegue il comando Annulla, esso ha effetto solamente nell’ultima utenza aperta . Nel caso in cui siano stati modificati i dati di più utenze muovendosi tramite i comandi Vai a, tali modifiche non verrebbero cancellate. Lo stato finale è la conclusione di una serie di modifiche e comandi OK, realizzati con la finestra Modifica dati utenza aperta. Per tornare indierto e ripristinare le informazioni precedenti, occorre utilizzare il comando UnDo. Il funzionamentto generale del software non muta navigando tramite i comandi in Modifica dati.
Finestra magliatura
Con la finestra Modifica dati utenza aperta, il software consente di interagire con la sottostante finestra Magliatura per:
• selezionare con il mouse un’utenza differente per visualizzare/modificare i suoi dati. Anche in questo caso viene salvata (comando OK) l’utenza corrente prima di caricare la successiva.
• eseguire comandi di Zoom e Pan della magliatura, consentendo di spostarsi velocemente verso l’utenza successiva;

Scheda Protezioni
Nella scheda Protezioni della finestra Modifica utenza, sono presenti due comandi che permettono di scegliere la protezione di taglia superiore o inferiore, della stessa famiglia, presente in Archivio Dispositivi.
• Aumenta di una taglia In;
• Diminuisci di una taglia In;
Il comando è utile quando dopo un calcolo, ci si accorge della necessità di aumentare la taglia della protezione, rimanendo nella stessa tipologia e marca.

Pannello CurveIl pannello Curve permette l’anteprima delle curve di intervento per le utenze selezionate (massimo 8) e l’accesso diretto alla finestra Tarature.
La barra dei comandi presenta il nuovo comando Magic:
Magic (Applica le funzioni selezionate nella lista a discesa): comando utile per impostare automaticamente le tarature delle protezioni selezionate, al fine di migliorare la selettività e la verifica a sovraccarico. Esso eseguirà, in ordine, le funzionalità selezionate nella lista a discesa:
• Selettività direzione monte-valle (regolazione a monte e a valle);
• Selettività direzione valle-monte (regolazione a monte);
• Selettività direzione monte-valle (regolazione a valle);
• Sovraccarico Ib
• Sovraccarico Ib
I primi tre comandi eseguono la selettività combinando differentemente la direzione e la protezione regolata.
Gli ultimi due comandi agiscono sulla verifica a sovraccarico (E05), regolando lo sgancio termico ed eventualmente aumentando di una taglia la protezione.
Il comando Magic può essere ripetuto più di una volta allo stesso insieme di protezioni, variando l’ordine dei comandi attivi (la freccia rossa indica quali funzionalità sono selezionate).

Il software permette di gestire singolarmente apparecchiature come Sistemi di accumulo, inverter grid-connected e convertitori. Esistono apparecchiature, spesso indicate con il nome Inverter ibridi, che possiedono la somma delle caratteristiche singole appena elencate. Spesso possiedono la capacità di accumulare energia e di convertire l’energia solare in alternata, caricando la batteria e alimentando la rete elettrica. Apparecchiature più complesse possiedono convertitori AC/AC per alimentare carichi preferenziali o AC/DC per gestire banchi di batterie esterne.
Ampère gestisce un gruppo personalizzabile di singole apparecchiature, trattandole come una unica macchina, similmente alle apparecchiature UPS o convertitore.
Come inserire un inverter ibrido
1. Dalla finestra Magliatura, selezionare una utenza alla quale collegare a valle l’inverter ibrido.
2. Eseguire il comando Modifica>Inserisci>Gruppo UPS, Convertitore o Ibrido. Apparirà una finestra per la creazione guidata del gruppo. Essa indica nel riquadro in basso il nome dell’utenza alla quale sarà collegato l’inverter. Scegliere Inverter ibrido e premere Avanti> per continuare.
3. Alla seconda schermata si può scegliere la tipologia dell’Inverter ibrido e le caratteristiche interne. Il circuito elettrico d’ingresso AC/AC dipende dalla utenza selezionata come padre del gruppo ibrido, e il Numero di inseguitori MPPT è abilito se l’inverter grid-connected è presente nel gruppo. Premere Avanti> per continuare.
4. L’ultima scheda permette di assegnare il nome alle utenze che saranno create dal software.
Digitando il nome dell’utenza Inverter ibrido, automaticamente viene proposto il nome per l’utenza protezione.
Premere Fine per terminare e passare alla finestra di inserimento dati.
Tipologie di inverter ibrido
La finestra di Wizard per i sistemi ibridi ha una lista a discesa con le seguenti combinazioni predefinite:

L’elemento Accumulo è sempre presente, essendo colui che possiede la gestione dei servizi di rete.
• Inverter grid-connected+Accumulo;
• Inverter grid-connected+AC/AC+Accumulo;
• Inverter grid-connected+AC/DC+Accumulo;
• Inverter grid-connected+AC/AC+AC/DC+Accumulo;
• AC/AC+Accumulo;
• AC/DC+Accumulo;
• AC/AC+AC/DC+Accumulo;
Ipotesi di lavoro
In un sistema composto, vanno definite regole di funzionamento e chi è responsabile a governare le variabili elettriche. Per questo si fa riferimento alla norma CEI 0-21:
8.4.4.2 Requisiti dei generatori/impianti: immissione di potenza reattiva Capability dei sistemi di accumulo collegati al bus DC di un generatore fotovoltaico:
Un insieme costituito da uno o più generatori e uno o più EESS (Electric Energy Storage System), collegati sul bus DC di un inverter viene considerato, ai fini della sua capability verso la rete, come un unico generatore.
8.5 Servizi di rete
Se in un impianto di generazione è presente un sistema di accumulo, anche insieme ad altri generatori di qualsiasi tipo, il suddetto sistema di accumulo è da considerarsi singolarmente ai fini delle prescrizioni dei servizi di rete.
NOTA La potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è tuttavia sempre pari alla somma dei generatori e/o sistemi di accumulo installati. Quindi se si prende ad esempio il caso di un sistema fotovoltaico da 20 kW e un sistema di accumulo da 20 kW, collegati sul lato in alternata dell’impianto di generazione, la potenza di riferimento da considerare è pari a 40 kW.
A parziale deroga di quanto sopra indicato, il caso dell’insieme costituito da uno o più generatori in CC e uno o più EESS, collegati sul bus DC di un medesimo inverter viene considerato come un unico generatore, al quale compete la fornitura di servizi alla rete.
In tal caso, la potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è quella dell’inverter che connette il sistema alla rete. Quindi nel caso di un sistema FV da 20 kW con sistema di accumulo da 20 kW, collegati tra loro sul bus DC dell’unico inverter (da 20 kVA) verso la rete, la potenza da considerare è quella nominale dell’inverter.
Detto questo, con il software Ampère si sono fatte le seguenti scelte progettuali:
Elemento di riferimento
I sistemi ibridi avranno sempre un sistema di accumulo, e data la sua versatilità di funzionalità, farà da riferimento al blocco.
Potenza di scarica, carica, modalità di funzionamento, fattore di potenza, sostegno alla corrente di guasto, etc, tutti elementi che lo caratterizzano per la duttilità.
Proprietà comuni tra sistema di accumulo e inverter grid-connected La curva di capability è unica per tutte le utenze, e viene applicata all’utenza comune di protezione, similmente agli inverter grid-connected, tenendo conto dei contributi di tutte le utenze. I comandi per la scelta della curva di capability sono abilitati nella sola utenza di tipo accumulo.
Il rapporto Icc/In, il fattore di potenza in regolazione e il fattore di potenza in assorbimento/induttivo sono proprietà comuni.
La potenza nominale d’uscita CA dell’inverter coincide con la potenza apparente dell’inverter dell’accumulo SnINV.
La potenza massima d’uscita AC dell’inverter coincide con la potenza di scarica PSmax dell’accumulo.
Altri convertitori
Se presenti altri convertitori, le potenze degli AC/DC e AC/AC sono e indipendenti da quelli dell’accumulo e dell’inverter grid-connected, in quanto possono essere utilizzati per gestire batterie o linee di backup (carichi preferenziali).
Sistemi di accumulo con batteria esterna
L’utenza Sistema di accumulo considera la riserva di energia come un elemento interno, del quale non è importante il suo dimensionamento. Se invece si desidera entrare nei dettagli, considerando il convertitore di regolazione della carica, la conduttura di alimentazione e la batteria, si consiglia di scegliere un inverter ibrido con la combinazione AC/DC+Accumulo.
A valle del convertitore AC/DC collegare una utenza con la conduttura in corrente continua e in cascata una utenza di tipo Batteria. Il convertitore AC/DC va dimensionato con la potenza del regolatore, mentre l’utenza accumulo va considerata come se fosse una Control Unit, che può essere impostata con funzionamento in carica e con una potenza assorbita che simuli l’autoconsumo. In questo caso particolare, l’utenza accumulo viene rappresentata con una scatola battezzata CU (control unit), come in figura.

Importa progetto da Solergo
Se in Solergo sono stati associati degli inverter con flag Inverter predisposto alla gestione dell’accumulo, allora in fase di costruzione della rete in Ampère, si crea un gruppo Inverter ibrido. Studio transizione
L'analisi delle sovracorrenti indotte dai transitori all'interno di una rete elettrica è un'operazione fondamentale per valutare il comportamento dell'impianto durante eventi critici, come l'avviamento di grossi carichi o l'energizzazione di macchine elettriche. Con il presente studio, Ampère si propone di valutare e garantire la sostenibilità tecnica e l'affidabilità della rete elettrica oggetto di analisi, con particolare focus sulle condizioni critiche di transitorio e di funzionamento in emergenza. L'attività principale consiste nella modellazione e nella simulazione della rete per verificare che l'infrastruttura sia in grado di sopportare i carichi previsti senza compromettere la continuità del servizio o l'integrità dei componenti.
Per poter eseguire correttamente questa simulazione all'interno del software, l'utente deve definire e mettere in relazione due configurazioni impiantistiche distinte e sequenziali.
La prima configurazione da dichiarare funge da stato di partenza o scenario di riferimento. In questa fase, è essenziale mappare accuratamente lo stato iniziale della rete, specificando esplicitamente quali parti dell'impianto, linee o utenze si trovano momentaneamente disalimentate in quanto non attive. Questo stato iniziale con parti di impianto parzialmente spente è il prerequisito fondamentale, poiché definisce il punto di partenza da cui si evolve la configurazione di transizione che si intende studiare nella fase successiva.

La seconda configurazione rappresenta l'evoluzione temporale della prima. In essa, vengono impostate come attive ed energizzate proprio quelle porzioni di impianto che nello scenario di partenza risultavano spente o isolate. Nel momento in cui si passa da una configurazione all'altra, il motore di calcolo del software si attiva se tra i componenti attivati compaiono macchine o carichi caratterizzati da un transitorio all'avviamento, come motori elettrici, trasformatori o terminali generici. A questo punto, Ampère predispone un calcolo aggiuntivo per tenere conto delle correnti di spunto (come la corrente di inserzione inrush nei trasformatori o la corrente di avviamento dei motori) e delle conseguenti potenze richiamate dalla rete durante la transizione da uno stato all’altro.

Durante la simulazione di una transizione, il software calcola l'evoluzione temporale delle principali grandezze elettriche in funzione dell'intervallo di tempo impostato per l'analisi.
Per garantire una diagnostica dettagliata e una rapida consultazione dei risultati, i parametri calcolati vengono estratti direttamente sull'interfaccia grafica. I dati sono riportati all'interno della vista in magliatura tramite etichette speciali, organizzate e raggruppate in un riquadro dedicato per facilitarne la lettura, comprensione e gestione.
In particolare, vengono trascritte per ogni utenza interessata dalla transizione di configurazione:
• potenza attiva;
• potenza reattiva;
• corrente;
• fattore di potenza;
• caduta di tensione.
Avviamento utenza terminale generica
Il software consente di estendere l'analisi dell’avviamento tipica dei motori elettrici anche ad una qualsiasi utenza terminale di tipo generico o di tipo illuminazione, permettendo di definire una corrente di spunto e un fattore di potenza all’avviamento. Il progettista, una volta definita una configurazione in transizione, può specificare che l’utenza di interesse prevede un transitorio di corrente all’avviamento sfruttando il comando Proprietà, all’interno della finestra Modifica dati Utenza. Eseguito l’accesso alla finestra, è possibile abilitare l’utenza alla funzione per il calcolo dell’avviamento cliccando sulla casella di spunta Utenza terminale con transitorio all’avviamento.

Come predisporre uno studio transizione
L'applicazione pratica dello studio a transizione da uno scenario all’altro è guidata tramite interfaccia per mezzo della gestione delle configurazioni. I passaggi operativi si articolano nel modo seguente:
1. All'interno della barra degli strumenti del pannello Configurazioni, l'utente deve individuare la sezione dedicata al comando per mettere in relazione due configurazioni di progetto;
2. tramite un menu a discesa, il progettista seleziona l'opzione Studio transizione.
3. accanto al menu di selezione, compare una lista adiacente dalla quale il progettista deve scegliere la configurazione di partenza (lo scenario iniziale descritto in precedenza) da agganciare alla configurazione corrente.
Una volta poste in relazione le due configurazioni di progetto, viene fatta un’analisi su entrambe. Vengono marcate tutte le utenze di tipo motore, trasformatore e terminale generica con transitorio all’avviamento che risultano non attive nello scenario di partenza e attive in quello definito a transitorio. Sono proprio queste ultime che, variando il proprio stato da utenze non attive a utenze attive, determinano una sovracorrente di origine transitoria che si ripercuote nell’impianto.
Tempo di analisi transizione
All'interno del software, il progettista ha la possibilità di definire l'esatto momento temporale in cui effettuare lo studio del transitorio. Questa impostazione, configurabile a livello di singolo progetto, è accessibile alla voce Tempo analisi transizione seguendo il percorso Proprietà, Norme e costanti globali.

Modificare questo parametro influisce direttamente sul calcolo e sulla simulazione delle correnti di spunto generate durante le fasi critiche di funzionamento dell'impianto, in particolare:
• Avviamento dei motori: La variazione del tempo di analisi permette di valutare l'andamento delle correnti in base alla specifica tipologia di avviamento impostata (es. diretto, stella-triangolo, tramite soft-starter o inverter);
• Inserzione dei trasformatori: Consente di analizzare l'effetto dei fenomeni di magnetizzazione (correnti di inrush) basandosi sulla reale curva di inserzione della macchina.

Con lo scopo di rispondere alle disposizioni previste dalla CEI 64-8/5 relative ai circuiti di alimentazione per i servizi di sicurezza, Ampère introduce il recepimento dei criteri esposti dalla norma attraverso strumenti dedicati per il calcolo e per la verifica dei conduttori soggetti ad alte temperature in caso di emergenza. Nello specifico, per attivare questa funzione il progettista deve accedere alla finestra Modifica dell’utenza, nel riquadro Tipologia utenza, e dichiarare l’utenza come appartenente all’alimentazione dei servizi di sicurezza ponendo la spunta sull’omonima casella. In particolare se si prevede che l’utenza debba garantire una certa continuità di servizio anche in presenza di incendio è utile porre la spunta sulla casella Condizioni di incendio. In questo modo il software utilizzerà metodi specifici della norma per il calcolo della resistenza delle condutture in caso di incendio utili nella determinazione della caduta di tensione e nella definizione del sezionamento automatico durante un guasto fase-terra.

Per garantire il pieno rispetto dei requisiti della CEI 64-8/5 è possibile impostare nella finestra Norma di riferimento in Proprietà, Norme e Costanti globali il Tempo in condizioni di incendio. Il campo predisposto permette di definire una durata specifica dell’incendio, oppure, compilando lo stesso con un valore nullo, il software utilizzerà una temperatura di riferimento pari a 250 °C.

Nella rappresentazione della magliatura, le utenze classificate come servizi di sicurezza sono evidenziate graficamente da un riquadro con bordo arancione. Questa caratterizzazione visiva consente al progettista di distinguere immediatamente le linee preferenziali e di emergenza all'interno dello schema complessivo, garantendo un controllo rapido e intuitivo della rete.

Verifica sovraccarico
Per le utenze destinate ad alimentare i servizi di sicurezza, la normativa, allo scopo di garantire la massima continuità di servizio, non obbliga il progettista a prevedere protezioni contro il sovraccarico. Di conseguenza, ammette che possa verificarsi la condizione Ib < Iz < In. Ampère, per uniformarsi a tali criteri di dimensionamento, prevede che la verifica sul sovraccarico delle protezioni e il controllo Iz > In assumano una semplice valenza di avvertimento. Pertanto, queste segnalazioni vengono riportate nel pannello sotto forma di avvisi di colore giallo.

Ampère Evolution permette l’automazione di attività utilizzando un linguaggio di programmazione con sintassi Pascal, potenziato con comandi aggiùntivi che consentono agli utenti di utilizzare funzionalità del software Ampère ed estenderle per finalità particolari.
L’edizione 2027 presenta un passo in avanti con:
• nuovi comandi per calibrare le protezioni;
• interfacciamento con il modulo verifiche (vedere il capitolo Messaggi verifiche del manuale).
Permette la creazione di algoritmi secondo lo schema: verifica->modifica->calcola->verifica;
• nuovi esempi nel file Samples;
Interfacciamento con IA - Prompt
Il comando Nuovo presenta un comando Prompt sperimentale per far creare alla AI il codice sorgente che risolva un problema proposto utilizzando il linguaggio naturale.

Promt: inserire il promt per creare una funzione Script tramite Intelligenza Artificiale. Essa utilizza come fonte di addestramento il manuale Ampère Script e i file Constants, Utils e Samples.
Come riportato nel commento, l’utilizzo di AI è attualmente sperimentale, e contestualizzato alla sola creazione di codice Script per comandare Ampère nell’ambito chiuso dai comandi disponibili. Ricordiamo che le Intelligenze Artificiali basano le loro capacità su processi statistici, ed le loro risposte devono essere ‘buone’, che non vuol dire precise. Per dire, se provate ad inserire l’esempio proposto tre volte di fila, sicuramente vi saranno forniti tre risultati simili, ma non uguali. Inoltre, con buona probabilità, uno dei tre avrà bisogno di manutenzione secondaria, o in futuro, un secondo prompt per suggerire la correzione all’Integgilenza Artificiale.
Esempio:
Scrivi una procedura per verificare la caduta di tensione delle utenze selezionate. In caso negativo fornisci la sezione dei cavi. Commenta tutti i passaggi in inglese.
Preferiti
Ricordiamo l’importante opzione di raggruppamento di file ad accesso rapido, con la quale il progettista può creare dei comandi personalizzati sempre disponibili dalla finestra Magliatura. La lista dei file Preferiti compone il sottomenu del pulsante Ampère Script nella barra multifunzione. Selezionare un nome file dal menu per eseguire automaticamente il codice contenuto.

La serie 2027 offre molte novità al progettista per realizzare studi sempre più approfonditi ed in linea con le richieste di Terna per l’allaccio di reti di produzione FER (Fonti di Energia Rinnovabile). Nuove opzioni e nuovo allegato A.79 di Terna (sistemi di accumulo) per personalizzare i documenti che racchiudono le Curve di capability, la lista dei generatori coinvolti, ed il campionamento dei valori di potenza attiva (P) e reattiva (Q) delle curve. Il layout delle stampe cerca sempre di essere fedele allo stile e le linee di riferimento degli allegati A.17 Impianti eolici, A.68 Impianti fotovoltaici, A.79 Impianti con sistema di accumulo elettrochimico di Terna, e la CEI 0-16 nell’allegato O. L’allegato A.79 introduce la gestione dei sistemi di accumulo in media e alta tensione tensione, e fornisce le indicazioni per eseguire gli studi di capability con o senza il loro apporto. La scheda Curva di capability si adatta in funzione della presenza di sistemi di accumulo con curva di capability associata e visibilli dalla fornitura. Si veda la parte dedicata alla Gestione impianto.

Gestione impianto
Il software controlla se sono presenti sistemi di accumulo, e propone 4 scenari di studio delle curve P/Q e V/Q, con le seguenti combinazioni:
• Impianto di Produzione;
• Impianto Complessivo (Produzione e Accumulo);
• Complessivo, Produzione (sovrapposizione curve);
• Impianto di Accumulo;
In caso contrario, propone il singolo scenario:
• Impianto di Produzione;
Attivando Impianto di Produzione, l’analisi viene applicata alle utenze con curva di capability associata, escludendo i sistemi di accumulo. Questa opzione, che possiamo definire base, attiva l’opzione Soglia minima (area a campitura grigia), dissabilitatta con le altre opzioni. Ammesse le analisi per P/Q e V/Q.
Attivando Impianto Complessivo (Produzione e Accumulo), l’analisi viene applicata al totale delle utenze con curva di capability associata, con rappresentazione in campitura rossa. Ammesse le analisi per P/Q e V/Q. La campitura rossa è estesa a tutta la curva, anche per P < 0, ossia per potenza assorbita dalla rete. L’allegato A.79 richiede che i sistemi di accumulo, e i generatori in generale, siano in grado di fornire la massima potenza reattiva Q anche per potenze attive nulle.
Attivando Complessivo, Produzione (sovrapposizione curve), il software esegue due analisi per le curve P/Q, e rappresenta i risultati sovrapponendo le curve. Viene utilizzata la campitura rossa per l’Impianto complessivo, la campitura color porpora per la curva interna che rappresenta l’Impianto di Produzione (vedi CEI 0-16 2022 pag. 483). Le analisi a V/Q sono disabiliate. Sono disabilitate anche le opzioni di visualizzazione dei limiti in sovra e sotto eccitazione, in quanto creerebbero confusione nel grafico, essendoci troppe informazioni contemporaneamente.
Anche l’esportazione su tabella Excel della curva P/Q è disabilitata, perché l’analisi esegue due curve. Per esportare i dati utilizzare i due scenari precedenti.

Attivando Impianto di Accumulo, l’analisi è eseguita con le sole utenze di tipo Sistema di accumulo attive. La scheda imposta i limiti in sotto-eccitazione e sovra-eccitazione per V/Q come da allegato A.79, quindi rispettivamente a -48% e a 30% ( o 40% se impinanto di Tipo 2). L’allegato A.79 fornisce delle curve in verde e azzurro (figura 7 o figura 9 a seconda del Tipo 1 o 2) che corrispondono ai limiti di funzionamento del sistema di accumulo richiesti. Nella figura è possibile vedere che occorre un Reattore shunt per spostare a sinistra la curva fornita dai sistemi di accumulo.

Potenza attiva calcolata ai morsetti dei generatori (Pnd): impostazione di riferimento utilizzata dagli allegati A.17, A.68 e A.79. La curva di capability P/Q è una funzione che fornisce la potenza reattiva disponibile al punto di connessione al variare della potenza nominale prodotta dai generatori/inverter dell’impianto. Pnd è un parametro controllabile, che non dipende da fattori esterni, la rete, permettendo la regolazione di Q con il minimo di aleatorietà.
P/Q: potenza attiva calcolata al punto di connessione (PdC): la norma CEI 0-16, allegato O, quando si riferisce ai soli sistemi di accumulo e i controlli da effettuare, parla di Potenza attiva al punto di connessione PdC, differente dalla potenza attiva ai mosretti dei generatori Pnd. Pertanto il software permette scegliere a quale potenza attiva fare riferimento, tramite la lista a discesa. Attenzione: con PdC si possono eseguire simulazioni solo per le curve P/Q, come indicato. Con questa modalità di analisi, per tutti e 4 gli scenari, nei grafici P/Q viene disegnato in nero un cerchio (o parte di esso) che rappresenta Smax, la massima potenza apparente al PdC.

Opzioni curva P/Q
Curva P/Q calcolata alla % di Vnom: permette di eseguire una simulazione della rete ad una tensione di fornitura diversa dalla nominale Vnom, tramite un rapporto in percentuale. Ad esempio, se Vnom = 20000 V, e si volesse eseguire un test a 21000 V, occorre impostare il parametro a 105%. Il software applica la tensione alla fornitura e la ‘propaga’ a tutta la rete, considerando prioritarie le regolazioni dei rapporti spire nei trasformatori. Se il trasformatore può regolare la tensione, si simula la regolazione a carico, e la tensione a secondario rimane quella nominale fino a che rientra nei limiti di regolazione. Se il trasformatore è impostato a rapporto fisso, allora la tensione a secondario diventa la corrispondente al rapporto spire. Essendo tutti i carichi definiti a potenza costante, il software ricalcola le correnti assorbite in funzione della nuova tensione, utilizzate per il loadflow per il calcolo della curva P/Q. Gli enti di fornitura possono richiedere simulazioni a tensioni differenti, e grazie a questa funzionalità è possibile preparare la relazione di calcolo. A differenza dello studio per V/Q, è necessario ripetere più volte lo studio per coprire tutti i valori di tensione richiesti. L’opzione Esporta tabelle punti con step 10% spesso è utile per il salvataggio dei dati parziali. La prossima immagime riporta un estratto di simulazione eseguito a 147 kV, il 105% di 140 kW, e i relativi valori di potenza attiva e reattiva. Si noti come la potenza reattiva immessa aumenti all’aumentare della tensione di lavoro, tipicamente dovuto all’effetto capacitivo delle linee in media e alta tensione.

Curva P/Q: Esporta tabella punti da 0% a 100% con step 10%: opzione che agisce sul corrispettivo comando di esportazione, limitando a 11 punti [0, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90, 100 ] la tabella P/Q. Funzione utile per compilare velocemente delle tabelle spesso richieste da Terna, altrimenti le esportazioni, come le Tabelle dati, riportano un numero elevato di punti in funzione della qualità di tracciamento selezionata.
Curve a 4 quadranti
La gestione dei sistemi di accumulo richiede curve di capability a 4 quadranti, anche per punti. La finestra di inserimento curve accetta valori negativi di potenza attiva (in assorbimento), con i grafici che riportano lo zero centrale e la scala adattata per la situazione.

EGlink: interoperabilità Revit© MEP - Ampère Pro/Evo
EGlink è un plugin di interscambio tra Autodesk - Revit ed Ampère Pro/Evo e rappresenta la risposta di Electro Graphics alla filosofia BIM (Building Information Modeling).
EGlink 2026 è compatibile con Autodesk Revit da versione 2022 a versione 2027.
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